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La donna della Roma antica

L' autore del libro già citato, "Storia della civiltà"(1/3 p. 119) scrive:

"La nascita di una figlia non era generalmente desiderata. Abitualmente, quando la moglie partoriva di una femminuccia o di un neonato che presentava una malformazione, il padre era autorizzato ad esporlo alla morte."

La donna nella società romana era interamente sottomessa al marito che esercitava diritti immensi su tutti i membri della famiglia, compreso il diritto di metterla a morte in base ad alcune accuse o calunnie. Aveva anche pieni poteri sulle spose dei figli e ne disponeva come voleva: venderle, esiliarle o metterle a morte.

Il ruolo della donna consisteva nelll'ascoltare e nell'obbedire: Non godeva di alcun diritto e non aveva diritto a nessuna eredità, perchè i beni spettavano sempre al figlio primogenito. Il Romano aveva facoltà di integrare uno straniero nella propria famiglia o di escluderlo, vendendolo.(La Civiltà degli Arabi" Op. Cit.p. 408 )